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ELEZIONI POLITICHE 2018: Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

  

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 si svolgono in un contesto che è profondamente mutato rispetto alla consultazione elettorale generale precedente:

la presenza delle nostre collettività all’estero è cresciuta nel corso dell’ultimo decennio, da 3,6 a oltre 5 milioni di persone. In particolare, la cosiddetta “nuova emigrazione”, che già manifestava cinque anni fa segnali di crescita consistente, si è sviluppata negli ultimi tre anni avvicinandosi ai 300mila espatri all’anno. Non si tratta più solo di emigrazione giovanile con livelli medio-alti di scolarizzazione, ma anche di famiglie con i figli al seguito.

In Italia perdurano i bassi livelli di crescita causati da politiche economiche restrittive e di austerity, da insufficienti investimenti, dalla precarizzazione del lavoro, dalla riduzione del welfare; è dunque ipotizzabile che i nuovi flussi di espatri continuino a mantenersi nei prossimi anni su queste dimensioni, analoghe, per entità, a quelle dell’emigrazione degli anni ’60 del ‘900.

La Nuova Emigrazione Italiana al centro dei lavori della Plenaria del CGIE

La seconda Assemblea plenaria del CGIE si è svolta a Roma, presso la Farnesina, dal 22 al 24 novembre, preceduta dalle riunioni delle commissioni continentali e tematiche che si sono svolte il 20 e il 21. Numerose, come sempre, le questioni e i temi in discussione. A partire dalla proposta di riforma di Comites e Cgie, che ha occupato l’intera giornata del 22 novembre con un confronto in plenaria a tratti teso e confuso. I due articolati di riforma alla fine approvati contengono una serie di modifiche, acquisiti dal contributo dei vari comites e consiglieri nell’arco dell’anno, che tuttavia non sembrano, complessivamente, del tutto adeguati alla nuova stagione che si è aperta anche a seguito della ripartenza di grandi flussi di nuova emigrazione.  Stiamo attraversando una fase di transizione complessa i cui tratti ancora non sembrano completamente acquisiti nelle loro conseguenze.

La “nebulosa” Nuova Emigrazione: di massa, composita e precaria. Chiede orientamento e tutele. I risultati del Convegno del Faim a Palazzo Giustiniani

Il Convegno del FAIM svoltosi il 10 novembre presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, gentilmente concessa per questa occasione dalla Presidenza del Senato, ha consentito di fare il punto su molti aspetti della nuova emigrazione italiana: innanzitutto la sua consistenza che la configura come una emigrazione di massa, cresciuta in modo esponenziale a partire dall’inizio della crisi economica toccando punte che si aggirano, nel 2015 e 2016, intorno alle 300mila unità all’anno; poi il suo carattere composito, in cui coesistono praticamente i diversi settori sociali toccati dalla crisi, con una grande maggioranza di una componente “proletaria” per condizione di partenza – e spesso anche di arrivo -, anche se manifesta livelli di formazione e di qualificazione medio-alta per circa i due terzi del suo totale.