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Selezione di notizie e interventi da FIEI Nazionale

Nuova emigrazione: seminario FILEF a Tramutola (Potenza)

Il fenomeno della nuova emigrazione è stato oggetto di analisi, di confronto e di dibattito nel seminario di studio svoltosi a Tramutola, nella Val d'Agri, in provincia di Potenza il 18 settembre 2013. Al dibattito hanno partecipato, oltre ai rappresentanti della Filef nazionale, della Filef Campania e Basilicata, anche personalità che si interessano di migrazioni a diversi livelli sia istituzionale che nell'ambito del privato sociale (regione Basilicata, Associazione Migrantes, Associazione Parco Letterario “Carlo Levi” e Associazione Responsability). Il seminario è stato concepito come un momento di discussione e riflessione aperta sui temi dell’emigrazione tradizionale e della nuova emigrazione, cercando di ripercorrere le loro cause e gli effetti attuali e futuri sui contesti di appartenenza. 

Prospettive e fabbisogni della nuova emigrazione

Secondo i dati dell’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’Estero), nel 2012 il numero degli emigranti italiani è significativamente aumentato, passando in un anno da 60.635 a 78.941. Ma essi non possono ovviamente registrare il numero di coloro che, alla ricerca di lavoro oltre i confini del paese, si muovono senza aver ancora cancellato la propria residenza in Italia. Siccome si va all’estero per lo più senza contratti di lavoro predefiniti, per un periodo variabile da uno ad alcuni anni il progetto migratorio è in fase di approntamento e nessuno sa con precisione se il paese scelto è quello che fa al caso, né se l’occupazione trovata, spesso precaria, sarà quella definitiva. Ci si barcamena per mesi nella ricerca di possibilità alternative che rispondano al meglio alle proprie caratteristiche e congenialità. Non raramente si approda in un paese e dopo qualche tempo si tenta la sorte in un altro. Oppure, si torna al proprio paese e dopo un determinato periodo si riprova ad espatriare.

Riforme costituzionali e circoscrizione estero

Nell’ennesimo giro di valzer delle crisi politiche italiane, anche stavolta, al passaggio dalla cosiddetta seconda alla terza Repubblica, esce fuori dal cilindro la “necessità improcrastinabile” delle riforme istituzionali. Le riforme istituzionali, cioè la revisione più o meno ampia della Carta costituzionale, fu tentata in ripetute occasioni con scarso successo; e per certi aspetti, fortunatamente, dico io; ricordiamo la proposta “federalista” di spaccatura del paese che avevano in mente la Lega e Forza Italia e ricordiamo come finì la Bicamerale con presidenza D’Alema, nel 1997. Riforme o non riforme i processi vanno avanti e riducono, nel concreto, la costituzione a brandelli. Vediamo come versano persino gli articoli fondamentali, i principi ispiratori, per esempio il 1° “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”, con oltre il 40% di disoccupazione giovanile, con decine di migliaia di imprese che hanno chiuso e chiudono e con un nuovo grande flusso di emigrazione che è ripartito dal nostro paese;

Le proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

La CGIL vede nelle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 l'occasione per un radicale cambiamento delle politiche democratiche, economiche, sociali dell'Italia, nell'ambito di una più generale rimessa in discussione delle politiche neoliberiste adottate in Europa, che hanno aggravato la crisi economica e sociale, aumentato la disoccupazione e la precarietà del lavoro, ampliato le diseguaglianze, favorito l'insicurezza per i giovani e la povertà per gli anziani. Al centro di un programma economico e sociale alternativo – proposto alle forze democratiche e progressiste che si candidano a guidare il paese, dopo il disastro dell'era Berlusconi e l'austerità iniqua del governo “tecnico” - la CGIL colloca un nuovo “Piano del Lavoro”, per ridare centralità all'occupazione di qualità per portare il paese sulla strada dello sviluppo sostenibile.